Benattia Famigliare

… le guarigioni istantanee sono proporzionate al tuo livello di
accettazione ed al tuo star di fronte a te stesso,
per poi
trasferirle nel
qui e ora
grazie all’eterna presenza e con l’esserci nei tuoi mondi interni,
testimoniando così la manifestazione arrendevole a prescindere…
… che fa la differenza è la tua attenzione cosciente
dei risvegliati (processare l’attimo – criticità analitica “100” o “360” –
praticare i tre secondi) che provi per te
stesso a farti guarire…
Da tutti
i punti di vista, partecipo con gioia, al mio processo di salute globale –
In ogni momento della giornata, mi va di bene in meglio, di bene in meglio,
di bene in meglio – Io sono il co-creatore o il costruttore e l’artefice di
me stesso. Preventivare in anticipo qualsiasi tipo di sintomatologia e di
malattia. Il novanta per cento delle problematiche o carenze, sono legate
agli Imprinting Famigliari, così denominate Negazioni Affettive
(Riconoscere – Fronteggiare – Approvare – Presenziare). Come
procedere con le Full Immersion, con la modalità AutoDidattica o il Fai Da Te…
Con la parola “Benattia“,
Noi della Fondazione, intendiamo tutto quello che di positivo (sganciati dal
tuo passato e dal tuo futuro o dalle trappole, cioè dalle tue stesse tracce
mnemoniche o mentali, che hai lasciato sul campo) può
immaginarsi un essere umano (Felicità – Gioia – Serenità – Calma – Tranquillità –
Benessere – Pace – Quiete… Da auspicare e da propiziare all’Interno del Proprio Sé). Mentre con la
parola “Famigliare“, cosa vogliamo intendere: Un legame della
Persona, che ha con il suo ambiente (con le sue famiglie di provenienza: caratteristiche –
tipologiche – temperanti – biologiche – dna storico – analoghe – identificative – classificate –
etichettate – archiviate…) e di tutto quello che la vita lo avvicina, lo circonda e lo influenza… Quindi
il termine non va preso strettamente alla lettera (parentela – ereditarietà
– famigliarità – neurogenetica – altro…), ma andrà a qualificarsi negli
eternini, da noi descritti, nella
legge unitaria…
Essere buoni con se stessi (stare di fronte –
oggettività – passività – arrendersi a se stessi – perdonarsi – comprendersi –
accettarsi – vivere nell’eterno
tempo presente…) ci ripaga: io mi
autoassolvo dai miei peccati e mi amo e mi accetto completamente e
profondamente… Ma perché poi!!! il bene; il male; i sensi di colpa; le paure;
le limitazioni; l’inferiorità; le dipendenze; le credenze e altro ancora, vanno
considerati condizioni ed ostacoli (vivere nella penombra della luce), da me dati. Esse sono tutte circostanze e
situazioni superabili alla grande (La moralità a chi serve poi!!! A chi cerca
potere sugli altri e non su di sé!!!). Conseguentemente dobbiamo sempre
parlare in prima
persona e costantemente al
tempo presente (oggettività pura), cioè di adottare il linguaggio
(umano – razionale – logico – illogico) odierno (subito – adesso – in questo momento – sto percependo
l’attimo –
il qui e ora – il mio andare oltre – lui abita li – quella è la sua
patria – i mondi paralleli – il pensiero segue l’energia), per non impantanarsi
con ricordi (memoria o coscienza), che ci riportano nel passato o ci spingono nel futuro…
La malattia interviene quando l’individuo si allontana dal suo presente… E poi, di
andare verso ad una personale prospettiva benattico-spirituale, cioè di esercitare la propositività, la costruttività, la dinamicità, la creatività a d’oltranza,
di sposare l’universalità della lingua esperantica-cosmica, con la presenza a specchio
(di infrangersi nel tuo corpo fisico – di battezzare la tua materia biologica –
di rivedere, con altri occhi, la tua stessa quintessenza spirituale,
imprigionata nel quattro…), in tutto quello che fai…
… vedi anche i seguenti links…
PRESENTAZIONE
Nel
profondo del nostro essere, ciascuno di noi ha la consapevolezza che la
Negazione Affettiva, sia l’essenza di una vita insoddisfacente. Tale
messaggio appare immancabilmente in tutto il mondo delle tradizioni ed
istituzioni morali. Allora ci siamo chiesti perché nella vita civile e
democratica, le relazioni umane sono in disaccordo e si scaricano
reciprocamente i difetti e le negatività, portando alla scoperta un grosso
malinteso fondamentale, sul tema della Negazione Affettiva. A seguito con queste
costatazioni, abbiamo trovato una strada per ritrovare la nostra capacità benattica, di volerci bene e di integrarsi con i nostri simili alla
grande.
Grandi
passi avanti sono stati fatti sui condizionamenti da parte dei genitori, per
capire perché i figli emulano o si identificano nei comportamenti negativi.
Questo identificarsi o duplicare, ci porta ad ogni tipo di infelicità.
Abbiamo definito con la Benattia Famigliare la nostra visione integrata
dell’uomo, nel momento in cui le cinque componenti (4+1) del nostro essere (fisico, vitale, astrale, mentale e ultramentale), sconfineranno in
una vera armonia
tra di loro, amur interior. Le potenzialità e le funzioni di ciascun aspetto vanno anche
considerate, separatamente, ma è l’equilibrio fra le cinque componenti
(quando lavorano assieme co-scientemente, senza giudizio) a renderci degli esseri
illuminati e pienamente soddisfatti o auto-realizzati nell’intimo.
La
maggior parte delle Persone, in Occidente, danno più importanza alla
razionalità e all’intelletto, senza mettere in rotazione le cinque citate. Va riconosciuto, il ruolo positivo che può avere
l’aspetto generativo della struttura e della comparazione di come si è
formata la Totalità dell’Io-Ego con gli altri Io-Ego. La base di questo atteggiamento si identifica
in questi Vuoti così denominati: Negazione Affettiva, Poca Autostima e Mancamenti
Amorevoli. Sono Carenze, estremamente presenti, nella nostra quotidianità,
che agiscono a livello subliminale, giorno dopo giorno.
Vi
illustreremo come andremo a programmare e modulare i comportamenti negativi,
senza rivolgere atti di accusa contro i vostri genitori o restanti
famigliari o autorità riscontrate o di andare contro voi stessi. Andremo a
scatenare o a evocare i ricordi del passato, anche quelli che pensavate di
aver già dimenticato. Il nostro obbiettivo è quello di farvi assaporare
personalmente, le soddisfazioni,
le rivendicazioni, le ribellioni e le rivoluzioni, che ci sono in voi, nella vostra traccia del tempo,
cioè di uscire da tutte le identificazioni biologiche e psicologiche.
I CINQUE ASPETTI DELL’ESSERE
Comprendere tutte le cinque componenti dell’Essere, che sono in relazione
fra di loro: l’Io Fisico, l’Io Vitale, l’Io Astrale, l’Io Mentale e l’Io
UltraMentale. La loro corretta interazione porta a una visione integrata del
sé e all’armonizzazione interiore. Diventerà una vera missione da realizzare
dentro di “NOI”.
ETERE /
ULTRAMENTALE /
COSMICO-UNIVERSALE / AKASHICO-KUNDALINICO
Per
migliaia di anni gli esseri umani hanno tentato di capire e accettare il
mistero della vita e della creazione. In tutte le culture esiste un dato
indiscutibile: l’origine di tutto è lo Spirito o l’Essere, caratterizzato da
amorevolezza e intelligenza, che a queste radici arcaiche, ci sentiamo
fortemente legati. Questa è diventata una terra di nessuno, fatta di
un’unica sostanza dimensionale uniformata, che si stende eguale, monotona
e ripetitiva, davanti agli occhi dell’uomo. Nel suo contrario, la realtà è composta da molte
dimensioni diverse l’una dall’altra, tuttavia contigue a se stesse. La
manifestazione cosmica, ha con se diverse variazioni: gradi o livelli o
gradini o stati… Le estremità di questo continuum esserci o spettro della
consapevolezza, si trova nel nostro “Tessuto Europeo”, che chiamiamo Materia e
dall’altra estremità opposta, c’è l’Energia.
IL PERFEZIONISMO UMANO
Gli
esseri umani hanno sempre cercato un modo per mettersi in contatto o in
comunione con questa presenza e hanno usato molti nomi per descriverla.
Alcuni la chiamano Dio, altri Onnipresenza. Molti descrivono
questo contatto come estasi, gioia, chiarezza, felicità, pace interiore,
pienezza e amore. Anche solo un istante di un’esperienza come questa può
trasformare la vita. La nostra fede va e viene a momenti, il vizio diventerà
un’abitudine. Eppure c’è una profondità in questi momenti che ci obbligano ad
attribuire loro maggiore realtà rispetto ad altre esperienze… Sono costretto
in ogni momento a riconoscere un’origine più alta della mia volontà.
L’esperienza viene spesso descritta come un sentirsi avvolti da una luce
potente, sfolgorante e pura ma non accecante. La paura della morte è spesso
annullata. Alcuni di coloro che hanno cercato un modo per mettersi in
contatto o in comunione con questa presenza ci sono riusciti attraverso vari
tipi di pratiche spirituali. Noi dovremmo essere capaci di
comunicare e metterci in contatto con lei (La Luce) direttamente e senza intermediari.
Perché questo sia più facile, abbiamo ideato la “Visualizzazione del Viaggio
Verso la Luce” per mezzo della quale ciascuno di noi può accedere ad essa e
provare pace e compassione. Questa reminescenza si è dimostrata
profondamente toccante. Se davvero vogliamo toccare con un dito il cielo, lo
possiamo sperimentare nel silenzio di Noi, singolarmente.
LA VISUALIZZAZIONE – LA PROIEZIONE – IL TRANSFERT
Nella
Luce sappiamo che la nostra essenza è perfetta e che non siamo negativi,
nonostante la programmazione castrante, ricevuta da un’educazione non
rispettosa, che si manifesta nella nostra vita quotidiana. L’esperienza di
ritrovarsi nella Luce ci porta nella nostra Essenza Primitiva. In seguito,
il nostro corpo può diventare un alleato che contribuisce a portare la pace
nell’aspetto emozionale e nell’intelletto diseducato e inquieto. Questo ci
permette di trascendere le nostre caratteristiche negative e aprire le porte
all’integrazione, di essere più positivi, pacifici, produttivi,
dinamici e creativi. Ci sperimentiamo come esseri accomodanti,
accondiscendenti, versatili, servili e amorevoli e
impariamo a liberarci dalle dipendenze in genere. Mentre andiamo ad
ottimizzare il rispetto per le idee (proprie ed altrui), ci induciamo a pensare, si io mi voglio
bene, escludendo così, quello che ci rende infelici e distaccati da noi
stessi.
Le
Visualizzazioni, le Proiezioni e i Transfert, ci permettono di accedere
alle verità di fondo della nostra Benattia Famigliare (la cultura
dell’oltre). Di solito, non ne siamo consapevoli della Luce, quanto non lo siamo
dell’origine delle nostre emozioni negative. Con la Benattia Famigliare,
andiamo con le visualizzazioni guidate (immaginazione diretta) ad realizzare un
contatto consapevole con i nostri processi mentali inconsci e le nostre
attività quotidiane, con lo scopo di accedere ai nostri sentimenti reali
(letterali – simbolici – diretti – entrambi i modi). Quando riusciamo ad
accedere al nostro inconscio scopriamo sia il nostro Io incondizionato, sia
quello condizionato. Man mano che capiamo la nostra Totalità, ci accorgiamo
della nostra grande misericordia, che esercitano su di noi, dandoci un
sufficiente stimolo, a iniziare il viaggio del
Conoscersi.
TECNICHE
Immagina –
Desidera – Ottieni
(Esercizi
da Fare ad Occhi Chiusi)
Respirazioni profonde contando in progressione
(1
–
2
–
3 –
4
–
5)
Visualizzazione concentrata contando alla rovescia
(5
–
4
–
3 –
2
–
1)
Svuotare
Tutti i Pensieri della Mente
… per ritrovare poi che
cosa…
… l’Io
Sono…
L’INVERSIONE DEL PENSIERO
Come
l’Io Astrale ed l’Io Mentale “deviano” sotto l’influenza della mancata
attenzione o del mancato calore umano. La positività assoluta la ritroviamo
sull’Io UltraMentale. Mentre nell’Io Fisico e nell’Io Vitale, testimoniano
l’esserci (anima), in quanto persone.
Per
comprendere la grande complessità dell’Io, il suo sviluppo e i problemi che
risultano dalle circostanze irriverenti e non rispettose, ci serviamo delle
diverse combinazioni:
I due
aspetti dell’Io: l’Io Astrale e l’Io Mentale, uniti in un’unica realtà,
possono essere visualizzati anche separatamente.
I tre
aspetti dell’Io Astrale, l’Io Mentale e l’Io UltraMentale, visualizzabili
come un’unica entità o separatamente.
I
quattro aspetti così strutturati, cioè un modello per capire noi stessi e i
nostri comportamenti che racchiude tutti e quattro gli aspetti dell’Io:
corpo, emozioni, intelletto e Io essenziale. L’Insieme è il nostro Io
completo, integrato e in equilibrio che comprende tutti e quattro gli
aspetti. Questi sono in relazione fra loro e formano un sistema complesso e
interattivo.
I cinque
aspetti così strutturati, cioè un modello per capire noi stessi e i nostri
comportamenti che racchiude tutti e quattro gli aspetti dell’Io: corpo,
emozioni, intelletto e Io essenziale. L’Insieme è il nostro Io completo,
integrato e in equilibrio che comprende tutti e quattro gli aspetti. Questi
sono in relazione fra loro e formano un sistema complesso e interattivo.
L’Io
Fisico, include tutti gli organi, a differenza del cervello, che ne
coordina la dimora di tutte le reazioni umane. Attraverso il corpo noi
agiamo e manifestiamo le emozioni, i sentimenti, i pensieri, l’intelletto,
dell’Io Astrale e l’Io Mentale. Seguono le qualità:
La
Positività e la Negatività va Estremizzata e Rimescolata:
-
Interconnesso con la mente attraverso feedback neurologici e biochimici -
Portatore dell’informazione genetica -
Il
Soma è il depositario delle memorie di tutte le esperienze, inclusi i
pensieri e i sentimenti -
La
programmazione è ben definita e determinata -
Composto dagli elementi dell’universo fisico e soggetto alle sue
condizioni e dalle sue leggi
-
Manifesta sintomi o conflitti o somatizzazioni e mentalizzazioni da dolore,
da sofferenza, da disagio, da pericolo, da impatto, da stress, da
trauma… -
Esibisce il suo pensiero con le rughe di espressione, si acciglia, ride,
prova eccitazione sessuale…
L’Io
Vitale, racchiude sentimenti espressi attraverso il corpo. È il luogo
dove i modelli Repressivi, Castranti, si manifestano per primi nello
sviluppo. L’Emozionale che vive, va definito infantile. Non ha né il senso
del tempo né dello spazio. Tende facilmente a regredire.
La
Positività e la Negatività va Estremizzata e Rimescolata:
-
Giocherellone, Gioioso, Spontaneo, Avventuriero, Prudente, Si addolora
per gli altri, Apprezza se stesso, Creativo, Senso dell’humour…
-
Ribelle,
Introverso, Testardo, Atteggiamento difensivo, Rigido, Pauroso, Senso di
colpa, Rabbioso, Ansioso, Triste, Depresso, Indegno, Si vergogna, Si
sottovaluta, Disprezza gli altri…
L’Io Astrale, porta con se i desideri in movimento. L’Istinto
vive nell’eterno tempo passato e la sua coscienza storica va additata con la
Memoria BioGenetica o Sindrome degli Antenati, che raggruppa la sintesi dei
quattro regni. Esso è l’anticamera del nostro pensiero logico, l’Io che
risolve i problemi (fatto di ciò che pensiamo e del modo in cui lo
pensiamo). E’ fatto della nostra visione del mondo, dei nostri valori e
credenze. Oltre che nell’Io Vitale, risiedono i modelli della Negazione
Affettiva. La Positività e la Negatività sono insite nell’umano: “Dovrei, non dovrei; fai quello, non fare quello; posso, non
posso ecc.” Sono negativi quando sono incontrollabili e compulsivi. Dove
stanno le qualità.
La
Positività e la Negatività va Estremizzata e Rimescolata:
-
Intuitivo e risponde incondizionatamente -
Saggio, disteso, rilassato e si dirige verso la completezza -
Curioso e coraggioso -
Ama
tutto, volontario, compassionevole e perdona -
Pacifico, radicato e centrato -
Aspira alla bontà, alla verità e alla giustizia -
Mediatore nel far crescere l’etica -
Integro nella sua totalità -
Sa distingue ciò che è giusto da ciò che è
sbagliato
-
Pigro, Indolente, Affaticato, Intollerante, Contro, Anti…
L’Io
Mentale, è l’aspetto più puro e deprogrammato, un aspetto mediato,
aperto e desideroso di incarnare in questo mondo la nostra natura complessa
e vera. Lo stesso, risuona in armonia con la Sorgente del Pensiero
Universale.
La
Positività e la Negatività va Estremizzata e Rimescolata:
-
Razionale,
Comprensivo, Indulgente, Bene informato, Analizzatore, Logico,
Analitico, Sintetico, Capace di Valutare, Volitivo, Volontà
-
Critico,
Pignolo, Giudicante, Iper-Razionale, Ammonitore, Polemico, Conflittuale,
Ingannatore, Tende a giustificarsi ed Auto-Assolversi, Si mette nella
Difensiva
Caratteristica
Cosmico-Universale
L’Io
UltraMentale, si inabissa al di fuori dalla dimensione umana. Vive
costantemente nel qui e ora ed è nell’eterno tempo presente. Inoltre, entra
in risonanza con l’Universo Intero.
Il Tutto
è Complementare e Relativo ed è al di fuori di ogni Logica Umana:
-
Il
Nulla, il Vuoto, il Niente, l’Abisso, l’Assoluto, il Cosmico, il Tutto,
il Non Tempo e il Silenzio dell’Anima,
la
Concezione delle Immagini, è
parte integrante dell’esistenza e vive i singoli attimi con noi…
-
Il
Dividersi, il Separarsi, il Non Conciliarsi, l’Odio, il Disprezzo,
l’Invidia, la Competizione, la Cattiveria,
i Veleni, il Dualismo, il Tempo e lo Spazio…
CONTRAPPOSIZIONE REPRESSIVA-CASTRANTE
La
Contrapposizione Repressiva-Castrante è un dolore intergenerazionale che
viene trasmesso dai genitori ai figli. Tutti siamo colpevoli, ma nessuno è
colpevole…
Noi
tutti abbiamo umori, atteggiamenti e comportamenti negativi che provengono
da un livello emozionale molto profondo e che riflettono la sensazione di
non essere adatti all’amore. Ogni giorno, in tutti gli ambiti della nostra
vita, esprimiamo i nostri bisogni emozionali, i nostri preconcetti e
atteggiamenti negativi. Inconsciamente e automaticamente ripetiamo senza
sosta la programmazione emozionale della nostra infanzia. Il dolore e il
conflitto causati da questi atteggiamenti, sentimenti e comportamenti
negativi portano alla sofferenza personale e all’ingiustizia sociale.
Fra i
mammiferi, gli esseri umani richiedono il periodo più lungo di cure e
nutrimento da parte degli adulti. Di fatto, non possiamo sopravvivere ai
nostri primi anni senza continue cure fisiche ed emozionali da parte dei
genitori. Quindi le nostre vite dipendono da queste cure e da questo
nutrimento sia da un punto di vista fisico che emozionale. I bambini hanno
bisogno di sentire che non saranno abbandonati e che sono amati e tenuti in
considerazione dai loro genitori o da figure simili.
Da
neonati, l’amore e l’affetto erano per noi tanto vitali quanto il cibo e al
riparo, da tutti i pericoli. Per crescere bene, avevamo bisogno di un continuo afflusso di amore
incondizionato da mamma e papà. Siamo nati con esigenze che soltanto la
relazione con i nostri genitori poteva soddisfare. Teoria dell’Attaccamento.
I bambini nascono con un sistema cerebrale che promuove sicurezza
stabilendo un legame comportamentale istintivo tra i bambini e le loro
madri. Questo legame causa angoscia quando la madre è assente, e genera
l’impulso reciproco di cercarsi quando il bambino è spaventato o soffre”
Gli
autori aggiungono:
Le
madri forgiano i loro figli in modi misurabili e durevoli, fornendo loro
alcuni degli attributi emozionali che possiederanno in futuro e a cui
faranno riferimento, a loro vantaggio o a loro svantaggio, per il resto
della loro vita.
Quando
come figli abbiamo vissuto un’interruzione dell’amore da parte dei nostri
genitori, per esempio a causa di divorzi, di abbandono, di morte, di
prigionia, o perché il loro è diventato un amore condizionato, per noi il
vincolo di parentela era spezzato. Ci siamo sentiti non adatti ad essere
amati ed una parte di noi è come se fosse stata soffocata e uccisa. La
Negazione Affettiva vuol dire non sentirsi non amati. E questa è la causa
che secondo me sta alla base della nostra incapacità di relazionarci in modo
amorevole con noi stessi e con gli altri.
LE ATTENZIONI INCONDIZIONATE
Per
capire la nostra programmazione negativa dovremmo avere la possibilità di
vedere il mondo attraverso gli occhi di un bambino, il bambino che eravamo
prima che ci venissero poste scelte o opzioni, prima che il nostro
intelletto divenisse un mediatore. Perché i bambini hanno bisogno di amore
incondizionato:
I
bambini sono… egocentrici. Questo non significa che sono egoisti nel senso
proprio del termine. Non sono moralmente egoisti. Non sono nemmeno capaci di
un pensiero morale fino a circa sette o otto anni (la cosiddetta età della
ragione). Persino a quell’età, il loro pensiero conserva ancora un
egocentrismo ben delineato.( …). Pensare in modo egocentrico significa che
un bambino prende sul personale qualunque cosa… L’impatto che ha su di lui
la mancanza di tempo dei suoi genitori gli provoca la sensazione di non
avere valore. Il bambino vale meno del tempo, dell’attenzione, degli scopi
dei suoi genitori. L’egocentrismo di un bambino interpreta in modo
egocentrico qualunque evento. Se Mamma e Papà non sono presenti è per causa
mia. Ci deve essere qualcosa che non va in me altrimenti starebbero con me.
I
bambini sono egocentrici perché non hanno avuto il tempo di sviluppare i
confini dell’ego. Il confine dell’ego è una forza interiore grazie alla
quale una persona mantiene il proprio spazio interiore. Senza questi
confini una persona non ha protezione. Un confine saldo è come una porta
con una maniglia all’interno. Un confine debole è come una porta con una
maniglia all’esterno. L’ego di un bambino è come una casa senza porte.
I
bambini sono egocentrici per natura (non per scelta). Il loro egocentrismo è
come una porta e una maniglia provvisori che vengono usati fino a
che non possano essere costruiti confini saldi. I confini saldi vengono
dall’identificazione con genitori che li possiedono e che insegnano ai
propri figli fungendo da modelli. I bambini non hanno esperienza, hanno
bisogno di quella dei genitori. Identificandosi con i loro genitori, trovano
qualcuno da cui possono dipendere al di fuori di se stessi. Attraverso
l’interiorizzazione dei propri genitori essi creano una guida affidabile
dentro di loro. Se il genitore non lo è, essi non svilupperanno questa
risorsa interiore.
I
bambini hanno bisogno di rispecchiarsi e riflettersi. Questo avviene
attraverso gli occhi delle persone principali che si sono prese cura di
loro. Rispecchiarsi significa che qualcuno è lì per loro e riflette chi essi
sono veramente in ogni momento. Durante i primi tre anni della nostra vita
ognuno di noi ha avuto bisogno di essere ammirato e preso seriamente.
Avevamo bisogno di essere accettati per la nostra unicità.
ADEGUARCI AI COMPORTAMENTI GENITORIALI, DIVENTIAMO ETICI?
Da
bambini desideravamo che il nostro bisogno di amore fosse soddisfatto
esclusivamente all’interno della famiglia. Se il comportamento dei nostri
genitori minacciava il nostro benessere, se esprimevano rabbia, impazienza,
disprezzo, indifferenza, trascuratezza, o se abusavano di noi, percepivamo
che c’era qualcosa di sbagliato in noi. Da bambini credevamo che noi
fossimo in errore, non loro. Poco a poco siamo arrivati a vivere il mondo
come un posto pericoloso e persino ostile.
L’abbandono o il rifiuto da parte dei genitori suscitano nel bambino
dipendente e indifeso l’ansia istintuale della morte. Da bambini, emuliamo
emozionalmente (cioè adottiamo e interiorizziamo) le negatività dei nostri
genitori in modo da garantirci una protezione continua dal loro abbandono o
dal rifiuto. I bambini non possono riconoscere l’inadeguatezza e gli errori
dei loro genitori. Una tale presa di coscienza susciterebbe un’ansia
insopportabile.
Questa
sensazione di insicurezza dell’infanzia come “sindrome ansiosa”. Osservò
che:
Una
grande quantità di situazioni avverse nell’ambiente [del bambino] possono
creare in lui insicurezza: dominazione diretta o indiretta, intolleranza,
comportamenti imprevedibili, mancanza di rispetto nei confronti dei suoi
bisogni, assenza di guida, atteggiamenti denigratori, eccessiva ammirazione,
o sua totale assenza, mancanza di affetto affidabile, il fatto di dover
prendere parte alle liti dei genitori, troppa o poca responsabilità, iper
protezione, isolamento dagli altri bambini, ingiustizia, discriminazione,
promesse non mantenute, atmosfera ostile, ecc…
Esiste
inoltre la convinzione da parte di molti genitori che i maltrattamenti siano
“utili” per i bambini:
A noi
non era nemmeno concesso di essere consapevoli che di ciò che ci stava
succedendo, perché ogni maltrattamento ci veniva perpetrato nella
convinzione che fosse necessario per il nostro bene. Persino il bambino più
intelligente non può vedere attraverso una tale menzogna, dato che viene dai
suoi amati genitori che dopo tutto gli mostrano anche altri lati. Egli deve
credere che il modo in cui viene trattato è davvero giusto e utile per lui,
così non lo rinfaccerà ai suoi genitori.
La
nostra prima esperienza con i genitori ha un profondo effetto sulle nostre
vite, forma l’immagine del nostro Io, i nostri atteggiamenti, umori e
comportamenti. Sviluppiamo le nostre strategie di sopravvivenza e
l’orientamento della nostra vita in conseguenza del condizionamento
ricevuto. Non solo non siamo in grado di riconoscere o essere consapevoli
degli errori dei nostri genitori e del loro abusare di noi, ma imitiamo i
loro errori e la loro inadeguatezza (atteggiamenti, umori e comportamenti)
per farci accettare.
Più che
semplici modelli di comportamento, i genitori sono tutto per i loro figli,
incombono come delle divinità. Da bambini, ci identifichiamo con i nostri
genitori completamente. Ma i genitori sono solo esseri umani, con modelli di
comportamento negativi e positivi. Quante volte abbiamo detto “Mi sembra di
essere mio padre.” “Mio Dio, sto diventando come mia madre.” “Mio Dio,
perché faccio questo? Mia Madre (e/o mio Padre) lo facevano. La odiavo
quando lo faceva e adesso lo faccio io.”
È chiaro
che noi non siamo i nostri genitori, ma allora che cosa guida il forte
impulso inconscio che ci costringe ad essere come loro? Il tentativo
primitivo e innocente di non essere separati da loro. Ma quale
contradditorio vogliamo?
I TRATTI
NEGATIVI FANNO ADOTTARE: I STILI DI VITA, I COMPORTAMENTI, GLI UMORI, GLI
ATTEGGIAMENTI E LE AMMONIZIONI NEGATIVE (EVIDENTI E SILENZIOSE) IN CARICO AI
NOSTRI GENITORI PER ASSICURARCI IL LORO AMORE. ESSA PREVEDE, PER TUTTA LA
NOSTRA ESISTENZA, AZIONI CONSEGUENTI E INCONTROLLABILI O LA STESSA
RIBELLIONE.
Il
bambino adotta i tratti dei genitori per essere amato… evidenzia come il
bisogno d’amore sia l’origine dell’identificazione e inoltre implica la
nascita nella mente del bambino dell’idea che se sarà come i suoi genitori
otterrà da loro l’amore che non riceve essendo semplicemente se stesso.
Più
tardi, nelle nostre vite da adulti continuiamo in modo incontrollato a
manifestare i modelli negativi provenienti dall’infanzia nel tentativo
continuo di essere amati. Anche se sappiamo che ci sono alternative alle
nostre negatività, e anche se riconosciamo che i nostri comportamenti non ci
rendono felici, continuiamo ad agire così. I modelli della Negazione
Affettiva, per quanto motivati inconsciamente dal nostro profondo bisogno
d’amore, danno origine all’alienazione e/o al rifiuto. Di conseguenza,
quando i nostri comportamenti negativi non portano l’amore che vogliamo e di
cui abbiamo bisogno diamo la colpa agli altri e diventiamo vendicativi.
Questo sentimento di vendetta porta poi al rimorso, al senso di
colpa e alla vergogna, tutti sentimenti che rinforzano l’idea di essere
essenzialmente imperfetti. A tempo debito, anche i nostri figli adotteranno
i nostri modelli in modo da assicurarsi il nostro amore. In questo modo la
Sindrome della Negazione Affettiva,
passa alla generazione seguente.
Nel
vivere questa negatività adottata, oscuriamo la nostra essenza d’amore
innata e vera, proprio come hanno fatto i nostri genitori. Affinché la
trasformazione abbia luogo, dobbiamo prima diventare consapevoli degli
aspetti negativi della nostra vita. Solo così sarà possibile una via di
uscita. La chiave è nella consapevolezza che abbiamo adottato le
caratteristiche negative dei nostri genitori. Qualunque cosa sia stata
presa, può essere lasciata andare. La Benattia Famigliare ci insegna come
lasciar andare e risolvere la sensazione negativa di non essere amati e non
amabili. Si tratta di una sfida: dobbiamo trascendere dai tratti negativi
dei nostri genitori senza provare conflitto interiore. Per raggiungere
questo scopo dobbiamo avere il coraggio di fare un auto esame onesto e
dobbiamo accettare la sfida a cuore aperto.
LA DUPLICAZIONE –
LA Reattività
– IL CONFLITTO
Negli
affetti, adottiamo dei modelli legati ai sentimenti e al comportamento della
Madre e del Padre. Inizia in modo proverbiale già nel grembo materno e
subisce un’accelerazione dopo la nascita. La programmazione negativa
continua fino alla pubertà. Da questo momento in poi introduciamo nella
nostra vita di adulti comportamenti, umori e atteggiamenti dei genitori come
fossero nostri.
Ci sono
due modi principali attraverso i quali adottiamo i modelli, i comportamenti,
gli umori e le ammonizioni negative:
1.
Duplicare.
Inconsciamente duplichiamo le caratteristiche dei nostri genitori per essere
come loro affinché ci amino. Per esempio, adottando il modello dell’essere
“critico”, una persona diventa critica con se stessa, con gli altri, e/o fa
sì che gli altri lo siano nei suoi confronti. (se si tratta di una
caratteristica di entrambi i genitori, gli effetti su di noi sono
doppiamente devastanti).
2.
Duplicare + Reagire = Conflitto.
La
duplicazione unita al reagire (cioè rifiuto della stessa), genera un
conflitto interiore di tipo “Su e Giù – Alto e Basso”.
Inconsciamente duplicando i tratti negativi dei nostri genitori, ma proviamo
avversione per questi e per le loro conseguenze. Di conseguenza, soffochiamo
l’espressione spontanea di quei tratti e impariamo ad agire con un
comportamento alternativo. L’utilizzo di alternative, tuttavia, non acquieta
la voce negativa dentro di noi. Siamo divisi fra due direzioni opposte. È
questo che intendo per conflitto “tira e molla”. È possibile che in una
occasione usiamo i comportamenti adottati, la volta dopo i comportamenti
alternativi. E questa altalena fa crescere ancora di più l’ansia.
Inoltre,
teniamo presente che per essere leali nei confronti di ciascun genitore
dobbiamo recitare entrambi i ruoli, adottando i tratti di ciascuno di loro.
Per esempio, supponiamo che tua Madre fosse calma e pacifica. Non esprimeva
mai la rabbia. Tuo Padre, al contrario, era ostile e aggressivo.
Apparentemente ti comporti come tua madre, ma l’ostilità paterna soffocata è
come un vulcano latente che ronza dentro di te e che aspetta il momento
giusto per eruttare. Inoltre, ti puoi mettere nella posizione di tua Madre
per
ricreare le situazioni da lei vissute: la madre incapace di affrontare la
rabbia, ma ella stessa è circondata da persone rabbiose.
Il
duplicare e il reagire sono chiaramente riscontrabili in esempi estremi. È
documentato in modo definitivo che gli adulti che abusano dei bambini erano
loro stessi bambini che avevano subito abusi. Nella loro sofferenza possono
ripromettersi “Quando diventerò grande e avrò bambini, non li picchierò mai
e non sarò mai meschino con loro come mia Madre e mio Padre sono stati con
me.” Quando diventano adulti e hanno bambini, tuttavia, sono spesso incapaci
di tener fede a quest’intenzione e finiscono per picchiare e abusare dei
loro figli.
Mentre
abusano dei loro figli, il loro bambino ferito nelle emozioni, grida in modo
subliminale a sua Madre e a suo Padre. Vedi Mamma, o Papà, sto ferendo e
picchiando il mio bambino come voi avete fatto con me. Sono come voi. Adesso
mi amate??? Se riesco a controllare gli abusi dei figli, la spinta potrebbe
trasferirsi in altre persone.
ADOTTARE FORZATAMENTE I COMPORTAMENTI DEI MEMBRI FAMIGLIARI
Per
illustrare i livelli dell’adozione delle caratteristiche Disapprovanti,
useremo i modelli “incurante, non amorevole, non di sostegno” tracciando la
logica circolare auto-distruttiva della programmazione. Immaginate una
situazione dell’infanzia in cui vostra madre e/o vostro padre non mostravano
affetto e amore all’altro o a voi o a entrambi. Voi avete imparato e
adottato questo comportamento.
Reagite in modo inconsapevole e scegliete le seguenti:
1.
Replicante:
“Mamma, Papà, sono come voi, non amorevole e non amabile. Adesso mi amate?”
2.
Reagente:
“Non mi interessa cosa ne sarà di me finché mi vendico di voi.”
3. Indegno:
“Oh no! Adesso l’ho fatto. Tu non mi amerai mai. Mi sento colpevole e mi
vergogno di essere stato così meschino. Sono davvero cattivo e indegno.”
4.
Sottostimato:
“Farò in modo che nessuno mi ami per provarvi che non sono amabile, proprio
come voi pensavate di me.”
5.
Scimmiottare:
“Per conservare la mia condizione di persona non meritevole, adotterò tutti
i vostri tratti negativi, di Mamma e di Papà, e li userò per combattere e
rifiutare la mia essenza positiva. Finalmente sarò come voi. Preferisco
l’auto sabotaggio e l’auto punizione.”
6.
Modelli:
“Adesso mi amerete??? Sono proprio come voi. Questa vendicatività,
assomiglia proprio ai genitori, che porta in fin fine a una maggiore
autopunizione.”
7.
Mentalità:
“Col tempo che passa, si vengono a stratificare i schemi mentali, le
abitudini, le credenze e le monotonie ripetitive comportamentali.”
Poi si
ricomincia con l’altalena, dal punto uno fino al sette e così
ininterrottamente, per tutta la vita…
Questo è
un circolo vizioso. Adottiamo i tratti negativi per ricevere amore, ma il
risultato è che sentiamo di non poter essere amati e di non essere in grado
di dare o ricevere amore. Più cerchiamo di essere amati, più diventiamo
incapaci di esserlo. L’Affetto non corrisposto, ci obbliga ad auto sabotarci
continuamente, forzandoci a respingere gli altri o ad essere rifiutati da
loro.
IL CONTRADDITORIO NON CORRISPOSTO
Immagini
di me stesso. Mi ero teso imboscate credendo alla lettera nella definizione
data di me dai miei genitori. Essi erano riusciti a rendermi straniero a me
stesso, mi avevano tramutato nell’esatta immagine di ciò di cui essi avevano
bisogno al momento e, siccome c’era qualcosa di essenzialmente compiacente e
ortodosso nella mia natura, io permisi loro di plasmarmi, di forgiarmi e di
darmi i lineamenti levigati del loro impareggiabile figliolo. Io aderii alle
dimensioni della loro visione… Essi riuscirono non solo a rendermi normale,
ma anche tonto, noioso. Ma il dono più iniquo non sapevano neppure di
farmelo. Io ambivo alla loro approvazione, al loro plauso, al loro affetto,
e seguitai a cercarli per anni anche dopo essermi accorto che non erano
capaci di darmeli. Amare i figli vuol dire amare se stessi e questo era uno
stato di suprema grazia negato ai miei genitori sia per nascita che in
seguito a varie circostanze. Io avevo bisogno di connettermi a qualcosa che
avevo perduto. A un certo punto avevo perso il contatto con il tipo di uomo
che potenzialmente era in me. Avevo bisogno di riconciliarmi con quell’uomo
mai nato e cercare di portarlo gentilmente verso la propria maturità.
Avevo
sposato una brava e simpatica ragazza, dotata di tutte le qualità e gli
istinti necessari all’auto conservazione, ma ero riuscito con l’andar degli
anni, mediante freddezza, negligenza e tradimento, a trasformarla in una
copia conforme a mia madre… Io mi trovavo a mio agio solo con chi mi
disapprovava Per quanto ardentemente mi sforzassi di elevarmi, non riuscii
mai a fare nulla di interamente giusto e, quindi mi abituai a quel clima di
ineluttabile fallimento. Odiavo mia madre, quindi feci di tutto per
attribuire a mia moglie il suo stesso ruolo… Al pari di mia madre, mia
moglie era arrivata a disapprovarmi e a vergognarsi di me. La configurazione
e il tenore della mia debolezza avrebbero definito la furia della loro
risurrezione; il mio fallimento avrebbe strutturato la loro forza, la loro
fioritura, e la loro liberazione.
Sebbene odiassi mio padre, esprimevo in modo eloquente quell’odio imitando
la sua vita, diventando di giorno in giorno sempre più inefficiente,
ratificando tutte le tristi profezie fatte da mia madre sia a mio padre che
a me. Credevo di essere riuscito a non diventare violento, ma anche questa
convinzione cadde: la mia violenza era sotterranea, invisibile. Erano i miei
silenzi, le mie chiusure in me stesso che ho trasformato in cose pericolose.
La mia cattiveria si manifestava nel terribile inverno di occhi blu. Il mio
sguardo ferito poteva portare un’era glaciale nel più assolato dei meriggi.
Trovare la maniera di condurre una vita assolutamente insignificante ma tale
da distruggere, impercettibilmente e inevitabilmente, la vita di quanti mi
stavano accanto.
COME FRANTUMARE
L’autorità?
I
nostri comportamenti incontrollabili ci mettono nella condizione di essere
rifiutati e non amati da coloro dai quali vorremmo maggiormente ricevere
l’accettazione e l’amore. Se vinciamo, perdiamo. Questo è il risultato
inevitabile della sindrome della negazione affettiva.
La
Negazione Affettiva ci tiene in una morsa. Esso annulla la nostra capacità
di amare liberamente. Da adulti, paghiamo cara l’identificazione negativa
con i nostri genitori. Di fatto vendiamo la nostra anima. Per esempio, nelle
nostre relazioni, cerchiamo inconsapevolmente di ritrovare l’amore di Mamma
e Papà scegliendo compagni che manifestano tratti simili ai loro. Il
proiettare inconsapevolmente e automaticamente i nostri genitori sui nostri
partner, su chi rappresenta l’autorità, sui capi, amici, colleghi,
insegnanti viene definito “Transfert”. Esso ricrea il nostro sistema
familiare iniziale e proietta gli orrori della Non Condivisioni o
Approvazioni, nella vita presente. Il risultato è la resistenza, il
conflitto, il rifiuto o l’essere rifiutato, immenso dolore e perdita.
Da
adulti agiamo come bambini di otto anni spaventati che farebbero di tutto
pur di evitare il dolore, persino resistere all’aiuto. Da adulti non siamo
obbligati a chiuderci o a sostenere che il dolore non esiste, ma dalla
Negazione Affettiva, ci porta a credere che non siamo capaci di affrontare
compiti difficili. Passiamo il tempo a evitare le cause dei problemi nella
nostra vita, con la paura che affrontare i nostri dolori ci ferirà troppo e
con la speranza che in qualche modo spariranno. Agendo come se fossero
incapaci di affrontare la sofferenza, i nostri genitori ci hanno tratti in
inganno. Non è vero.
La
programmazione o mentalità della Negazione Affettiva, può essere annullata,
e il nostro Io reale è comunque sempre presente. A causa della
programmazione ricevuta nella loro infanzia, i nostri genitori non hanno
saputo nutrirci; nutrire la nostra essenza perfetta. La loro stessa essenza
non è stata nutrita dai loro genitori. Non gli è mai stato insegnato ad
onorare, rispettare, amare se stessi, quindi come potevano insegnarlo a noi?
Se fossero stati capaci di farlo avrebbero rispettato noi, e noi saremmo
stati nutriti con l’amore e saremmo cresciuti con un forte senso di
sicurezza interiore.
COME LIBERARCI DALLE ABERRAZIONI?
-
Provare comprensione senza condanna per i nostri genitori biologici e
altre figure genitoriali; -
Provare compassione per l’infanzia che hanno vissuto; -
Perdonare ciò che ci hanno fatto e cosa noi abbiamo fatto loro; -
Accettarli completamente per chi e che cosa erano e sono.
Quando
saremo veramente capaci di perdonare i nostri genitori dai livelli più
profondi del nostro essere, con l’esperienza, emozionalmente e
intellettualmente, allora potremo perdonare noi stessi. Il perdono
interrompe il nostro bisogno interiore e la dipendenza dai genitori della
nostra infanzia, permettendoci di essere liberi dai comportamenti negativi
incontrollabili, che ci usano e abusano di noi. Il lavoro Benattia
Famigliare non consiste nello sradicare determinati comportamenti ma
nell’eliminare la necessità di agire in modo incontrollato e automatico.
Possiamo quindi scegliere il comportamento più appropriato per noi in un
dato momento o situazione. Questo è ciò che intendiamo come trascendenza: la
scelta libera dalle costrizioni dei modelli che abbiamo ereditato.
ESERCIZI CON LA BENATTIA FAMIGLIARE
È giunto
il momento di constatare come tutto questo può essere valido per te. Se
sarai aperto, potrai prendere consapevolezza della miriade di vie attraverso
cui hai adottato i modelli dei tuoi genitori. Osservò che i bambini hanno
l’abilità innata di “difendere la consapevolezza dalle minacce e dalle
situazioni difficili.” La nostra difesa istintiva contro la Negazione
Affettiva è il “Rifiuto”. Da adulti, la libertà dai modelli programmati
inizia col rivivere la nostra infanzia alla luce della nostra consapevolezza
adulta.
AVVERTENZE
Tuttavia, prima di iniziare questi esercizi esaminiamo un atteggiamento
mentale che può sconfiggerci prima di iniziare: l’Invalidamento, il
Cinismo e lo Scetticismo.
Impariamo l’invalidamento dalla Madre, o dal Padre, o da entrambi. Oppure
impariamo a invalidare noi stessi perché loro ci hanno invalidati. L’auto
invalidamento ci fornisce il fondamento logico per arrenderci a noi stessi,
bloccandoci nella nostra programmazione negativa. È la negazione del valore
di ciò che facciamo e di chi siamo. Diciamo a noi stessi: “Non sei niente.”
“Non sei buono a niente.” “Non avrai mai successo.” “Non ci provare.” “Sei
un perdente.”
I
modelli della Negazione Affettiva ci rendono scettici e cinici, portandoci a
credere che non potremo mai essere liberi. Per essere liberi, dobbiamo
essere onesti con noi stessi: dobbiamo essere disposti a analizzare chi e
che cosa siamo diventati con onestà totale. Affrontando la nostra verità,
potremo liberarci dagli inganni dei comportamenti appresi e programmati.
Dobbiamo osare e penetrare il dolore della nostra infanzia e uscire
dall’altra parte. È meglio affrontare questo dolore una volta per tutte che
trascinarselo dietro per tutta la vita insieme al pesante fardello
(programmazione mentale) della Negazione Affettiva.
Nessuno
può tirare fuori una bacchetta magica e far sì che tutto si sistemi. Come
diciamo ai partecipanti, voi dovete fare il lavoro del Processo. Non ci sono
fate buone. Voi siete gli eroi. Voi siete i vostri salvatori. Con la guida e
l’aiuto, siete in grado di salvare voi stessi. La lotta è breve e intensa,
ma il risultato finale è la libertà interiore.
Prendete
tempo facendo questi esercizi. Quando iniziate a lavorare, decidete di
mettere da parte la vostra incredulità e accettate ciò che sentite e
intuite. Facendo il lavoro del Processo, vi viene chiesto di essere sia
partecipanti sia spettatori dei vostri ricordi e sentimenti. Quando vi
sentite bloccati – e probabilmente succederà – può darsi che un modello
(invalidamento, confusione, auto rifiuto, ecc.) sia in azione.
Parte
integrante della Benattia Famigliare è la classificazione, in una grande
varietà di gruppi, di centinaia di comportamenti, caratteristiche e modelli
adottati. I seguenti rientrano nel gruppo “Indifferenza / Mancanza di
sostegno”. Dite con onestà quali voci della lista descrivono vostra Madre o
Padre. La mia esperienza mi ha mostrato che molti di noi cercano di fingere
che l’educazione ricevuta sia migliore di quanto realmente fosse.
1°
Esercizio:
Individuare il Modello
Ora
leggete le seguenti liste. Mettete un segno nei quadrati accanto a ogni
caratteristica, atteggiamento, ammonizione o affermazione che sia riferibile
a vostra Mamma o al vostro Papà o ad entrambi. Torneremo a questa lista
dopo, per un altro esercizio.
Caratteristiche della Negazione Affettiva
Mamma Papà Sottoscritto
�
�
�
Non di sostegno, indifferente
�
�
�
Premurosa
�
�
�
Freddo e non affettuoso
�
�
�
Negligente e inaffidabile
�
�
�
Non coinvolto con gli altri
�
�
�
Non fa trasparire i sentimenti
�
�
�
Insensibile/indifferente nelle relazioni
�
�
�
Dà più valore alle cose che alle
persone
�
�
�
Avaro/Egoista
�
�
�
Non rispetta il compagno/figli/altri
�
�
�
Egocentrico
�
�
�
Non dà approvazione
�
�
�
Non dà importanza a ciò che fanno altri
Atteggiamenti di Disapprovazione
Mamma Papà Sottoscritto
�
�
�
Non ho tempo per te
�
�
�
Non ho abbastanza amore per darlo
�
�
�
Non m’importa
�
�
�
Io sono più importante di te
�
�
�
Non so gestire i sentimenti
�
�
�
Non posso essere disturbato
Ammonizioni Aberranti
Mamma Papà Sottoscritto
�
�
�
Non sei abbastanza per me
�
�
�
I sentimenti non sono importanti
�
�
�
Se ti metti nei guai, io non ti amo più
�
�
�
Non mi toccare
�
�
�
Non contare su di me
�
�
�
Non mi parlare
�
�
�
Non dimostrare l’amore
�
�
�
I bambini vanno guardati, non ascoltati
�
�
�
Non mi raccontare i tuoi problemi
�
�
�
Non ti aspettare niente da me
�
�
�
Stai lontano dalla mia vista, sii
invisibile
2° Esercizio: Ripercorrere l’Infanzia
Adesso
esaminiamo l’interazione della tua intera famiglia. Il modo in cui Mamma e
Papà si relazionavano fra loro, con noi e con i nostri fratelli o sorelle è
diventato il nostro modo di relazionarci con noi stessi e con gli altri. Il
loro modo di vivere e amare è diventato il nostro modo. I conflitti di
nostra Madre e nostro Padre sono diventati i nostri. I loro errori sono
diventati i nostri errori. La loro cecità è diventata la nostra cecità. Il
sistema della nostra famiglia è l’habitat ideale dei comportamenti, delle
credenze e dei modelli della Negazione Affettiva.
Le
domande che seguono sono utili nell’esplorazione dei modelli dell’infanzia e
nell’individuazione delle reazioni automatiche e dei comportamenti
incontrollabili. È auspicabile che esse evochino ricordi per voi antichi. I
modelli comportamentali del presente devono essere identificati per poi
essere riportati alla loro origine nel sistema familiare.
Vi
invito a guardare con onestà le esperienze della vostra infanzia. A
concentrare i vostri pensieri e a permettere a voi stessi di ricordare le
scene, le situazioni e le esperienze che le domande portano alla mente. È
possibile che sorga dolore, ma questo è uno stadio necessario per la
guarigione. Permettete a voi stessi di rivivere il passato insieme
all’infelicità e al dolore.
Se avete
problemi nel ricordare o nel visualizzare ciò che è successo, fate
semplicemente il vostro meglio e accettate qualunque cosa risulti. Nel fare
il lavoro del Processo, vi viene chiesto di essere sia un partecipante sia
uno spettatore dei vostri ricordi e sentimenti. Se aveste voglia di
descrivere una scena o un episodio riemersi a seguito di queste domande,
fatelo pure.
Adesso
fate qualche respiro profondo, rilassate il vostro corpo e schiarite i
vostri pensieri. Permettete alla vostra mente di riportarvi ai ricordi
dell’infanzia. Visualizzate voi stessi nel passato più lontano possibile.
Rivivete com’era essere bambini.
Vi
sentivate amati e accettati da vostra Madre e vostro Padre? Siete stati
veramente voluti? Siete stati abbandonati emotivamente? Mamma e Papà erano
presenti, ma non per voi? Sono morti? Sono divorziati?
Come ti
descriveresti da bambino? Come ti descrivevano gli altri? Obbediente?
Vincente? Sottomesso? Triste? Malato? Arrabbiato? Ribelle? Affidabile? Un
delinquente? Un disturbatore? Un ragazzo cattivo? Una ragazza problematica?
Una marionetta? Un clown?
Quali
erano gli obblighi taciti e i comportamenti che venivano richiesti? Per
esempio, “Sorridi. Dai un bella immagine di te. Nascondi i tuoi veri
sentimenti.” Ricevevi sguardi di disapprovazione? La tua famiglia era
aperta? Comunicavano fra loro, si ascoltavano? Erano stressati?
Come si
comportavano nella tua famiglia quando erano arrabbiati? Come ti sentivi
quando provavi rabbia nei confronti di Mamma e Papà? Nella tua famiglia si
gridava o urlava oppure si reprimeva la rabbia con un sorriso? La reazione
di rabbia di Mamma e Papà era la stessa o agli opposti?
Permettete a voi stessi di ricordare una scena in particolare, in cui uno
dei vostri genitori o entrambi hanno mostrato la rabbia apertamente.
Ricordate una scena in cui voi eravate arrabbiati con vostra Madre o vostro
Padre. L’avete espressa apertamente? Cosa è successo? Rivivete quanto avete
provato.
I vostri
genitori erano lunatici o depressi? Ne parlavano? Esprimevano o affrontavano
i loro sentimenti direttamente? Oppure tutto era nascosto, tenuto segreto e
ignorato?
Chi era
il capo nella vostra famiglia? Cosa succedeva se sfidavate i vostri
genitori? Osavate esprimere il vostro parere?
Come si
comunicava nella vostra famiglia? Di cosa si parlava? Come si svolgevano le
conversazioni se ce n’erano? Chi era dominante nella conversazione? Chi non
si affermava? Tua Madre e tuo Padre erano calmi, ritenuti, beneducati?
I tuoi
genitori erano avari o stravaganti? Ricevevi regali? Parlavano di soldi?
Litigavano su questo punto? Oppure non ne hanno mai parlato? Hanno mai avuto
problemi economici? Quali erano le dimostrazioni di affetto abituali nella
tua famiglia? Come si comportavano i membri della tua famiglia quando si
toccavano, se lo facevano? Mamma e Papà esprimevano reciprocamente affetto
fisico tenendosi e abbracciandosi? I tuoi genitori si amavano, lo
dimostravano?
Cosa
facevano i tuoi genitori quando i tuoi fratelli/sorelle si comportavano
male? Come li punivano? Eravate educati con rimproveri, o puniti
crudelmente, colpiti, picchiati o si abusava di voi? Chi vi puniva? Come
sfuggivate alle punizioni?
Quando
rientravate la casa era vuota? Mamma aveva paura di Papà o Papà di Mamma? Tu
avevi paura di uno di loro o di entrambi? Avevi paura dei tuoi
fratelli/sorelle? Impaurivi i tuoi genitori, fratelli o sorelle?
Ti
piaceva la tua famiglia? L’atmosfera era divertente, affettuosa e gioiosa?
Oppure depressa, isolata o semplicemente vuota? Com’era crescere nella tua
famiglia?
Permettendo ai tuoi ricordi di riaffiorare e rispondendo onestamente a
queste domande, hai già raccolto materiale abbondante. Lo scenario familiare
della tua infanzia dà origine a bugie, a falsità e a modelli e programmi la
Negazione Affettiva.
3° Esercizio: Vedere i Collegamenti
Per
concludere, torna indietro alla lista delle Caratteristiche, degli
Atteggiamenti e delle Ammonizioni Negative. Poi guarda la tua vita.
Domandati molto onestamente, quante di quelle caratteristiche sono realmente
presenti, quali descrivono i tuoi atteggiamenti, i tuoi comportamenti, i
tuoi modelli e segnala nella colonna contrassegnata con “Io”. Adesso sai
esattamente da chi hai imparato questi modelli. Questo esercizio permette di
mettersi in contatto con la Sindrome della Negazione Affettiva, in modo
esperienziale.
Riconoscere tutto questo e avere consapevolezza di quanto assomigliamo ai
nostri genitori non è una cosa semplice. La maggior parte delle persone non
riesce mai a raggiungere un tale livello di consapevolezza. Anche quando ci
riesce, resta una percentuale di rifiuto, che permette di riconoscere solo
le qualità positive dei genitori. Oppure, accade che alcune persone
incolpino i loro genitori e loro stessi per il senso di colpa e la vergogna
che scaturiscono dall’essere inadeguati, dall’agire contro i propri
interessi. Ma riconoscere davvero la propria somiglianza con i genitori, è
un’altra cosa. Ci si può riuscire solo attraverso un intenso lavoro su se
stessi. Il rischio, però, è sentirsi poi impotenti perché incapaci di
trovare un modo alternativo di essere.
Attraverso il mio lavoro trentennale a contatto con la gente, ho scoperto
che la vera libertà è possibile. I modelli della Negazione Affettiva, per
quanto imparati e adottati, possono essere lasciati andare. La tua essenza,
la tua vera realtà, è come un diamante che brilla. Non è mai andato perso,
ma è stato solo coperto. Non credi sia tempo di far riemergere il tuo vero
io e di permettere alla sua luce di splendere?
QUALI RISULTATI SI OTTENGONO CON LA BENATTIA FAMIGLIARE
Lo
scorrere dell’amore, il fluire della bontà emozionale del cuore e
dell’anima, spendersi per te stesso e per gli altri, visto che vivono
intorno a me. Ricordare cosa è avvenuto nei nostri nove mesi di gestazione e
nei primi anni, fino ai quattordici circa.
L’amore
è l’essenza dell’universo. Liberare il suo potere è una cosa stupefacente,
un vero regalo della Luce. Nessuno può dire come sarà la tua vita, che
strada prenderai. Ciò che possiamo dire è che non puoi immaginare le
meraviglie della vita finché indosserai i paraocchi della Negazione
Affettiva. La Benattia Famigliare, apre il cammino per un’esperienza
totalmente fresca e nuova della tua vita. Le porte delle possibilità e delle
opportunità si apriranno in modo imprevedibile.
Il
Processo è un’esperienza molto forte che rieduca alla comprensione
affettiva. Integra tutti e cinque gli aspetti dell’essere: Fisico, Vitale,
Astrale, Mentale e UltaMentale, sciogliendo il nodo emotivo che ci lega
all’eredità della Negazione Affettiva. L’auto accettazione, il
riconoscimento del proprio valore, il perdono e l’amore incondizionato per
se stessi sono il mezzo per permettere al potere del vero amore di agire!
Quando gli strati della programmazione negativa saranno eliminati, potrai
essere libero di vivere nel presente con amore e pace.
Il
Rispetto, l’Educazione e la Condivisione in tutte le cose che mi circondano.
Non desidero imitare e scimmiottare nessuno. Non voglio essere una brutta
copia di nessuno. Sono autentico, irripetibile e unico.
Non
manca niente in nessuno di noi; nel far emergere il positivo, che è sempre
lì, a disposizione. Puoi riscoprire le meraviglie di Tutta la Percezione, di
essere perfetto, amato, con la tua dignità e autenticità. Una soddisfazione
genuina proviene dall’amore incondizionato, che è un tuo diritto
inalienabile.
INTEGRAZIONI
Premorte
– Prenatalità – Natalità – Respirazione – Cibo – Famiglia – Colpevolizzarsi
– Inferiorità – Superiorità – Transfert – Post Morte – Sono Di Qua – Sono Di
La – Transitare – Bellà la Vita, che Vive in Me
Evidenzia Cosa Ti Piace di Te
1 ……….
2 ……….
3 ……….
Comprendi Quello Che Non Ti Piace di Te
1 ……….
2 ……….
3 ……….
FAI EMERGERE
LA PARTE OSCURA
CHE CÈ IN TE, PER POI CONOSCERLA, COMBATTERLA CON LE SCELTE PRIORITARIE, PER
POI PORTARLE SUCCESSIVAMENTE SOTTO
LA TUA VOLONTÀ…
Altri suggerimenti
o Consigli o
Indicazioni o Condizioni o Riflessioni o Obblighi da seguire, per raggiungere
tali stadi:
-
Stimolare la salivazione e la deglutizione al bisogno
-
Applicare obbligatoriamente il sorriso forzato rilassando così tutti i muscoli
facciali -
Annegare la mente nelle acque dello stagno con i tuoi
acclusi pensieri, simulando l’arresto cerebrale -
Osservare tutte le reazioni, le
resistenze e le vicissitudini, che si sono radicate e stratificate negli anni
Il
rimanere impotenti o vulnerabili d’innanzi alla vita, si viene a determinare
di conseguenza, alla mancata sopravvivenza dell’essere o alla Morte
Luminosa…
Invitiamo gli
AutoDidatti, di sospendere l’esercizio, qualora si
presentasse dei disagi nello svolgimento…
METODI E TECNICHE
Centrarsi – Armonizzarsi – Equilibrarsi – Armonizzarsi

… vedi anche…
Corso Propedeutico
– Parte Teorica
Tecniche di
Libertà Emozionale
Manuale Operativo di Auto-Guarigione
Conversazione
Convergente ed Interattiva – Da Solo
Conversazione
Convergente ed Interattiva – In Due
Conversazione
Convergente ed Interattiva – In Tre
ANDARE OLTRE
L’EFFETTO PLACEBO E NOCEBO DELLE CREDENZE INTERIORI ED ESTERIORI
La PsicoSomatica ci insegna che noi siamo il
prodotto dei nostri pensieri.
è luogo comune che le nostre
convinzioni o le nostre credenze, se le associamo al pensiero positivo e
negativo, certamente si radicalizzano nel corpo, modificandolo strutturalmente.
Fatele prevalere, soltanto, dopo averle messe a
confronto (…), scegliendo quelle my in-form-azioni utili e con risultati profittevoli,
sempre a
servizio del tuo sviluppo e del tuo benessere evolutivo…
LA BENATTIA FAMIGLIARE CI PORTA, DIRITTI DIRITTI, NELLA COSCIENZA VIGILE,
PROPRIA
La Sana
Comunicazione Interattiva – L’Egoismo, l’Altruismo e il Servizio Disinteressato – La
Concezione del Tempo Reale – La Verità Sta nell’Attimo –
Da una Coscienza (bassa 6 seduto) Addormentata a una Coscienza (alta 9 in
piedi) Sveglia –
Il Qui e Ora –
Adesso Vivo l’Eterno Tempo Presente – Consapevolmente Voglio Esserci nel Mio Mondo
– Cosa è Mio e Cosa è degli Altri – Antropologia PsicoBioGenetica – Io Percepisco Coscientemente il Tempio
Interiore – Sono in Simbiosi (Pater – Mater) con il Tutto
– E nel Mio Mar Rosso (aldilà dei gruppi sanguigni), rincontrerò il
Mio Sacer o
Bambinello Cosmico…
Pratiche
per un Pronto AUTO-Risveglio della Coscienza
… vedi link…
… aggiornato nel mese di marzo 2018…